A che pro?

Qualche giorno fa mi é capitato sott’occhio questo post del solito Paoblog. Di tutta la pagina, mi ha colpito il commento di Spugna, che si può riassumere in poche parole; a volte la gente si comporta in maniera arrogante per ottenere dei guadagni risibili.

In effetti, in coda alle casse come al casello dell’autostrada, colpisce come a fronte di comportamenti molto aggressivi ed irritanti, il vantaggio ottenuto sia davvero misero, se non insignificante. É un fatto del quale nel giro di due giorni il caso mi ha fornito una lampante dimostrazione pratica.

Ero nei pressi di un incrocio non regolato in zona urbana, quando mi sono trovato davanti questo:

Ci sono un paio di elementi importanti. Anzitutto, all’incrocio vige la precedenza a destra, come indica chiaramente il cartello stradale, dotato di lampeggiante, che si vede all’inizio del video. Inoltre, é da notare con cura la segnaletica orizzontale, specie la doppia spezzata continua / tratteggiata che separa la direttrice che scende dalla collina (cioé la mia) con quella che arriva da destra.

Il furgone marroncino é passato completamente sopra la riga continua, realizzando un contromano netto. A titolo di confronto, basta osservare la traiettoria dell’auto nera che impegna l’incrocio un paio di secondi prima; la differenza mi pare evidente.

La manovra del furgoncino non é semplicemente illegale, ma pure pericolosa; se non mi fossi fermato, la collisione sarebbe stata inevitabile, cosa che peraltro all’altro conducente penso avrebbe fatto fresco (se uno gira con un mezzo sgangherato, una ammaccatura in più o in meno cambia poco). Frenare di colpo per evitare la collisione con uno sconsiderato (leggasi: persona con poca considerazione, specie degli altri) é sempre da mettere in conto; però, ciò non toglie nulla al fatto che adottare comportamenti aggressivi e potenzialmente nocivi per gli altri, contando sul fatto che saranno loro a doversi arrangiare per evitare danni, é una manifestazione di arroganza e inciviltà davvero irritante (e ormai raramente punita dalle forze dell’ordine, quand’anche fossero presenti).

Fin qui le considerazioni evidenti. Ce n’é però una aggiuntiva che mi pare ancora più importante: perché? A che pro prendere un incrocio contromano a quel modo e rischiare una collisione?

Tornate un attimo al video, riguardate l’auto nera che passa prima di lui, e poi riguardate mister Furgoncino; in termini di tempo e traiettoria, tagliando la svolta cosa può aver guadagnato?
Cinque metri? Esageriamo, e diciamo che tagliando l’incrocio a quel modo ha risparmiato dieci metri di strada. Mi voglio rovinare: aggiungiamo che con quella manovra ha affrontato la salita con un po’ di slancio in più. Ad essere generosi, ma di molto, dall’incrocio alla cima della collina (dove c’é una curva secca che costringe comunque a rallentare e ripartire quasi da fermi) ha risparmiato cinque secondi. E uno rischia un incidente per guadagnare cinque secondi sulla via verso casa?

Facciamo un passo indietro: vi ricordate di questo?

Qualche chilometro più avanti del luogo del sorpasso c’é un paesino, e in mezzo al paesino c’é un senso unico alternato, regolato da semaforo. Quando sono arrivato al paesino, il semaforo era rosso. E quattro macchine più avanti di me c’era il BMW del video. Pensateci un attimo; il conducente di quel BMW ha sorpassato di furia in un punto cieco, correndo il rischio di fare seriamente del male a qualcuno, e come risultato…ci siamo ritrovati in coda allo stesso semaforo, a qualche cofano di distanza.

Non mi capacito. É difficile trovare una spiegazione razionale per l’evidente inanità di certe azioni. Il golfo che c’é tra la vistosità di certi comportamenti, come quelli esaminati qui sopra o rimarcati da Paoblog, e la povertà degli apparenti guadagni conseguiti é troppo ampio per poter essere compreso, almeno dal sottoscritto. Per trovare una spiegazione forse bisognerebbe rivolgersi ai protagonisti, gente come Mister BMW e il Signor Furgoncino, e chiedere loro: ma ne valeva davvero la pena?

Could you tell me why
you went over the white line
that part of the road
should be technically mine

why you turned
into my face
why did you
encroach my space?

What’s the gain for you?
a second maybe two
I would like
to know if you really think

it was worth it
to force me to make a stop
was it worth it?
a trip to the bodyshop

PS
Per qualche ragione, quello é un incrocio che sembra ispirare più manovre creative del normale:

SOG

3 thoughts on “A che pro?

  1. Ciao SOG,
    io ho una mia idea in merito a cosa passa nella mente di queste persone (mi verrebbe da additarli con un altro nome) dal tutto personale. Nata dal fatto che un giorno (diversi anni fà) lo chisi ad un emerito sconosciuto che davanti ai mei occhi ha superato una anziana in coda alla posta… non c’erano gli “elimina code”.
    Lui, se ricordo bene mi rispose che la signora non l’aveva notata, e che comunque lui non aveva tempo da perdere al contrario dell anziana che non aveva nulla da fare (presunzione sua).
    Da lì ho questa idea fissa in mente che chiunque faccia una qualunque azione (anche alla guida) che ha il solo scopo di passare davanti ad un altro, secondo me lo fà al solo scopo di passarti davanti.. nient’altro… E non per guadagnare 2 minuti nell’operazione suuccessiva, e nemmeno perchè non era attento a stare nel suo posto senza prevaricare il prossimo… solo per passare avanti.

    Poi pero’ non ti so spiegare cosa li spinga a farlo, perchè un giorno ci ho provato anche io a passare davanti ad uno in coda… e per tutta la giornata non mi son di certo sentito migliore, anzi per un attimo mi son sentito meschino.

    • Ciao,

      la tua è una annotazione interessante. Forse è davvero inutile cercare motivi profondi in certe azioni, e forse certi comportamenti sono davvero puramente fine a se’ stessi. Il che però renderebbe la cosa ancora più tragica. Voglio dire, se uno è stronzo (chiamiamo le cose col loro nome), le sue azioni sono comunque deliberate, sono frutto di un ragionamento, per quanto censurabile. Se invece dietro a certe azioni non c’è nemmeno una motivazione, un pensiero proprio, allora siamo davvero ad un livello infimo, ad una profonda mancanza di consapevolezza. Francamente, non so se sia meglio, ci dovrei pensare ma è tardi.
      Grazie per l’aneddoto.

      SoG

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