Chi, come e perché

Quanto siete bravi a guidare? Ponete questa domanda ad una stanza piena di gente, ed i maschietti presenti* risponderanno con diplomatica esitazione. Ognuno di loro si reputa probabilmente un pilota almeno buono, ma farlo notare pare brutto. Incalzato e messo alle strette, qualcuno finirà con l’ammettere di essere un conducente ‘nella media’, il che é una risposta diplomaticamente corretta, ma doppiamente insensata. Anzitutto, una media va riferita ad una popolazione. L’universo degli autisti del Cairo é diverso da quello dei conducenti di Copenhagen; il medione del primo é probabilmente un pericolo pubblico nel secondo, e un guidatore modello made in Denmark, una volta traslocato nella capitale egiziana, é un candidato all’estinzione precoce.

La seconda insensatezza sta nell’impossibilità pratica di essere tutti uguali alla media, anche se ho visto di persona casi in cui tutti i membri di un gruppo erano valutati al di sopra (per esempio, i sottufficiali ai tempi della naja).

Fatto il preambolo, é tempo di confessare: mi considero un conducente sotto la media, specie per quello che riguarda la velocità dei miei spostamenti. Guido controvoglia, e quando lo faccio vengo superato anche dagli autobus. Fabio Concato mi ha dedicato una canzone di successo e i ciclisti che mi incontrano sulle salite imprecano perché me ne sto in mezzo alla corsia.
Sono lento, ma so riconoscere i dispettosi al volante. Mi riferisco a tutti quelli che, per dolo o distrazione, guidano sbattendosene del prossimo, lasciandogli l’incombenza di non farsi picchiare dentro. Si tratta di gente che penso meriti una notorietà un po’ meno effimera dei 15 secondi che di solito impiegano a entrare ed uscire dalla mia vita. Autostroppysti serve a questo: a rendere immortali le gesta dei tanti dispettosi che incrocio durante i miei percorsi. Uno sfogo meno plateale di un gestaccio, ma che mi da’ più soddisfazione.

Ad ogni dispetto viene dedicato un piccolo video con un commento o una spiegazione. I dettagli personali sono oscurati; come appena detto, la pubblicazione di un video é un gesto terapeutico, non vendicativo. Chi vuole commentare può farlo quasi senza condizioni ma occorre tenere conto che ogni commento deve essere letto e approvato, e questo a volte potrebbe richiedere del tempo. Tra le poche condizioni che escludono in partenza la pubblicazione di un commento, c’é un cattivo uso della lingua, quindi niente abbreviazioni da SMS ed altre porcate ortografiche.

Se siete arrivati fin qui, grazie per avermi dedicato alcuni minuti del vostro tempo.

SOG

* le femminucce, essendone sprovviste, non devono fare a gara chi ce l’ha più lungo per confermare la propria autostima, e quindi, saggiamente, di solito ignorano la domanda.