Perché succedono gli incidenti.

Quello di oggi sara’ un post fulmineo, un semplice botta e risposta.

Domanda: Perché succedono gli incidenti?
Risposta: Perché in giro ci sono individui come questo:

Potrei fermarmi qui, ma é giusto descrivere il contesto. La strada é quella che scende dalla parte francese del Col di Tenda. É lunga, stretta, con pochi punti in cui é possibile superare in sicurezza. Il tunnel si apre una volta ogni mezz’ora circa, quindi é naturale che si proceda in fila, tutti dietro ai veicoli più lenti, che sono in testa. É una situazione frustrante, é facile perdere la pazienza, specie se si ha fretta.
Qualcuno però mi deve spiegare come fa il conducente del BMW, al momento di cominciare il sorpasso, ad avere la garanzia che, una volta arrivato a pari del pulmino Mercedes, la corsia sara’ libera.
Per me, quella garanzia non esiste, non può averla. C’é troppa vegetazione, che copre un tratto troppo lungo della parte a valle della strada. Per me, quel conducente ha semplicemente fatto una scommessa, si é giocato che non ci fosse nessuno in arrivo dall’altra parte. Ha avuto ragione, ma poteva tranquillamente ammazzare qualcuno.

Da notare che ripete il giochino appena più avanti, quando rientra dal secondo sorpasso ‘al buio’ proprio di fronte ad un’auto coi fari accesi che sta arrivando nell’altro senso.

Questa volta non ho alcun commento musicale. L’unico che mi sembra adatto é un successo di Masini il cui titolo é una volgarita’, quindi preferisco lasciar perdere.

SoG

Un gioco di mano (destra)

Immagino abbiate presente cosa é, e a cosa serve la linea di mezzeria. La linea divide la strada in due parti, destra e sinistra. Una parte é per voi, l’altra é per chi arriva nell’altro senso. Se ciascuno rimane nella propria corsia il mondo scorre beato e tranquillo. I problemi cominciano quando qualcuno oltrepassa la mezzeria e finisce nella parte di strada che non gli compete. Se voi prendete più spazio di quello assegnatovi, a qualcuno ne viene sottratto un poco di quello che gli spetta, e magari quel poco é proprio il pezzo che aveva intenzione di occupare col proprio mezzo. Pensate a questa banale conseguenza; niente sconfinamenti oltre la mezzeria, niente frontali. Mica male vero? Direi anzi che nella classifica delle regole di sicurezza stradale, stare sulla propria mano é una delle più importanti, sicuramente roba da top ten.

Purtroppo, la realtà é popolata di persone che questa regola sembrano ignorarla. Primo esempio, il conducente di questa Renault Modus, che sbuca da dietro una curva cieca in mezzo alla strada.

Quanto in mezzo? fermate il video intorno al secondo 05:00, e osservate il tombino rotondo che si trova vicino alla ruota antetiore destra dell’auto (cioé a sinistra per voi che guardate). Lo avete visto bene? Ora osservate questo video.

Intorno al secondo 10:00, potete vedere lo stesso tombino. É vero che manca la riga di mezzeria, ma serve un geometra per capire che passare a sinistra(!) di quel tombino non sia una cosa ben fatta. Siamo in ambiente urbano, e quindi a velocità moderata, ma non mi pare una scusa sufficiente. La curva é cieca in approccio, e non c’é alcuna garanzia che chi arriva nell’altro senso stia andando piano. Inoltre, proprio perché la velocità é ridotta, non dovrebbe essere affatto difficile tenersi a destra.

Ecco un caso simile.

Anche qui parliamo di velocità ridotte; costa così tanto girare un pochino di più il volante e seguire la curva? non mi direte che c’é il rischio che si consumino i cuscinetti dello sterzo, vero? Tagliare una curva del genere é come minimo sciatteria, é un piccolo gesto di cattiva guida. Il problema é che secondo me si comincia coi piccoli gesti, e poi si arriva alle cattive abitudini, come questo tizio:

Mi pare di sentire le sue giustificazioni: la Panda andava piano, ho fretta, non faccio male a nessuno. Intanto, si é sparato un sorpasso su doppia continua, sotto la pioggia e con traffico in arrivo nell’altro senso. Per fare cosa poi, per piantarsi due secondi prima nella coda del prossimo semaforo.

Abbiamo visto finora gente che sconfina per pigrizia o per fretta. C’é anche gente che sembra sconfinare semplicemente perché non si rende conto della propria posizione, o della presenza altrui. Osservate il campione al volante di questa Alfa SW:

Non ho idea di cosa facesse, ero impegnato a non finire contro la barriera. Forse telefonava, forse parlava della crisi Greca con un amico seduto dietro, forse stava calcolando la radice quadrata della propria velocità. Qualsiasi cosa stesse facendo, di certo non includeva prestare attenzione alla strada, o ai retrovisori, o quegli stupidi segni bianchi dipinti per terra. Concludo con una compilation di piloti di varia estrazione, per i quali mi pare valgano alcune considerazioni molto ovvie:

Se non riuscite a stare nella vostra corsia, vuol dire che andate troppo forte, o che non avete in controllo del mezzo. O guidate meglio, o andate più piano; in ogni caso, statevene sulla vostra cavolo di corsia e non rompte il paraurti al prossimo. Si ringaziano le mitiche Sorelle Bandiera per l’ispirazione musicale.

Fatti più in là
così nel mezzo, mi fai incazzar
fatti più in là
così le palle mi fai girar

é irritante ‘sto malvezzo
di guidare l’automezzo
oltre la riga di mezzo
é una cosa che disprezzo.

fatti più in là
prova a girare quello sterzo
fatti più in la
vedrai non serve un grande sforzo

se la curva vuoi tagliare
perché hai fretta di arrivare
non ti posso che augurare
un bel camion di incontrare.

fatti in la
fatti in la
fatti in la fatti in laaaaa
fatti più in la, tu e il tuo
trattor*

SoG

*Niente di personale contro i trattori, che sono così utili per metter cibo sulle nostre tavole. Mi serviva una rima; se ne avete una migliore, sono disposto a cambiare.

Da che parte stai?

Ai tempi in cui mi preparavo per l’esame di teoria della patente, sul libro di testo c’era scritto che in mancanza di marciapiede, i pedoni dovevano posizionarsi in modo da avere il traffico contro, per poterlo vedere arrivare. La cosa solleva, mi pare, almeno due riflessioni.
La prima, é che ho già una certa età. La seconda, più rilevante, é che una prescrizione del genere sembra sensata, ma forse non lo é, o almeno non lo é in tutti i casi.
Ci sono circostanze nelle quali mettersi sul lato sinistro della strada vuol dire si avere il traffico contro, ma vuol dire anche vederlo (e, crucialmente, essere visti) soltanto all’ultimo momento. Facciamo un esempio un po’ estremo:

La rampa di uscita di un parcheggio non é di solito un luogo dove si esprimono velocità elevate, quindi il fatto che la signora bionda spunti dal nulla é un pericolo tutto sommato gestibile. Al tempo stesso, basterebbe qualche Km/h in più, condito con un attimo di distrazione (e le occasioni non mancano al giorno d’oggi), per trasformare una piccola irritazione in qualcosa di più serio.
Altro esempio, questa volta su strada aperta.

Siamo all’entrata di un paese, quindi in fase di rallentamento, ma l’apparizione di due persone a bordo strada dietro una curva cieca non é comunque il massimo; come minimo, bisogna correggere di un pochino la curva, allargandosi. É vero che, viste le velocità in gioco, la correzione é una manovra facile, ma resta un fatto: camminare su quel lato della strada, in quella curva, non é una cosa furba. In quella posizione si ha la minima visibilità possibile, e la visibilità é la base della sicurezza (é difficile evitare un pericolo che nemmeno si vede).

Come mi capita spesso, mi chiedo cosa ci sia all’origine di comportamenti come questi. Mi chiedo cioé cosa abbia spinto quella coppia di allegri gitanti a nascondersi dietro una curva cieca. Così come mi chiedo cosa abbia guidato i passi della protagonista del prossimo video:

In mezzo alla strada, e in piena rotatoria. E il tutto per guadagnare tre metri, visto che le strisce pedonali non sono molto distanti. Un buon affare? giudicate voi. A me, sembra quel tipo di comportamento gratuito che serve più che altro ad aumentare l’irritazione degli altri utenti della strada nei confronti dei pedoni. E non é l’unico.
La ragazza del vidoe precedente forse era semplicemente stanca, o colta da un attacco di pigrizia, o magari pensava che da quella rotatoria non sarebbe passato nessuno (un classico del senno di poi…). Il ragazzo del video qui sotto é più difficile da decifrare, almeno per me.

Per ovvie ragioni ho schermato la sua faccia, e quindi non vi potete gustare l’espressione di aperta sfida con la quale aveva cominciato ad attraversare, pur vedendomi arrivare. Inoltre, poiché la telecamera non riprende il retrovisore, non posso mostrarvi l’occhiataccia che mi ha lanciato dopo che sono passato, reo di non essermi fermato a farlo attraversare col rosso. Mi chiedo cosa sperasse di ottenere; dall’incontro tra due gambe e un cofano, esce sempre un solo vincitore.

Prima di chiudere, una piccola dedica musicale per quei pedoni che, come i protagonisti dei video, sono troppo stanchi, svogliati o semplicemente disattenti per stare nel posto giusto.

walking is a chore
it makes you feel so sore
and wears off all your muscles and your joints
if you have to use your feet
do keep it short and sweet
and take the shortest path from A to B

and always walk on the wrong, side of the road
always walk on the wrong, side of the road.

drivers will be a-flutter
to see me in the gutter
well they can brake and turn and skid and swerve
My illogical road position
might cause a big commotion
but I don’t care a jot if they’re unnerved

‘Cause I want to walk on the wrong side of the road
I always walk on the wrong side of the road.

SoG

Should you stay or should you go?

Qual’é l’origine di un sorpasso?
In genere, il sorpasso é un atto di rappresaglia che serve a lavare l’onta di uno sgarro. Superando il rivale, l’automobilista sgarrato ristabilisce la propria posizione nel mondo, afferma con decisione di possedere un membro di dimensioni ragguardevoli e conserva la stima del proprio clan.

In alcuni casi però, il sorpasso avviene semplicemente perché un veicolo é più veloce di un altro. Se procediamo lungo una strada ed un veicolo ci raggiunge, é chiaro che é più veloce di noi, e quindi la logica imporrebbe di farlo passare. A volte la strada rende questa azione di buon senso dififcile; al contrario, in autostrada il problema di solito non si pone. Il veicolo più veloce non ha che da cambiare corsia, superare, rientrare, e continuare alla propria andatura, sparendo gradualmente verso l’orizzonte.

Nonostante l’apparente facilità, ci sono conducenti che sembrano avere dei problemi con questa procedura, in particolare per quel che riguarda il penultimo punto: mantenere l’andatura.

Primo esempio, questo signore tedesco che una volta superato ci molla di bruttto, costringendomi a togliere il cruise e rallentare vistosamente (notare come cambia il ritmo al quale scorrono i pannelli rifrangenti posti a destra, nel tunnel).

Il secondo esempio non ha bisogno di tante spiegazioni. Anche il signore alla guida dell’Audi rientra e poi si scorda del gas; posso dirlo con sicurezza perché anche in questo caso ho il cruise inserito, quindi la mia velocità non cambia. In compenso, il conducente é anche un Signore, lo si può notare alzare una mano con gesto di scusa, qualche secondo dopo aver ripreso una andatura più consona.

Per finire, il meglio del giorno, l’offerta speciale due al prezzo di uno. La Golf del video (un’altra macchina tedesca, sarà una sfortunata coincidenza…) non solo esegue il sorpasso ad andatura da tartaruga, ma non sta nemmeno sulla sua corsia (una cosa che mi manda moderatamente in bestia). É uno dei rari casi in cui ho sentito il dovere di dare una strombazzata.
Da notare che, dopo il promemoria acustico, la Golf schizza in avanti con decisione, il che rende ancora più curiosa la dinamica originale del sorpasso.

Anche in questo caso, lascio una piccola dedica in versi ai protagonisti dei video. La melodia é quella dei Clash, una scelta che mi pare appropriata.

oh baby baby dimmi un po’
ma a superarmi checcevo’ ?
basta schiacciare un poco il gas
e in un secondo ecco il sorpass
ed allora, dimmi un po’
te ne vai si o no?

ti dico vai vai vai
invece fermo te ne stai
da due minuti sei qui accanto
chissà se ne hai ancora per tanto
come on baby, dimmi un po’
mi sorpassi si o no?

sai che se vuoi sorpassare
il gas devi un po’ schiacciare
e una volta superato
tieni il gas bello schiacciato
come on baby, dimmi un po’
te ne vai si o no?

SoG

Che fretta c’era?

Ecco a voi uno che ha fretta.

Ha così fretta di uscire dall’autostrada che prima mi supera e poi taglia direttamente verso lo svincolo. Una manovra fluida, probabilmente pensata con largo anticipo, ed eseguita ad una distanza che provoca al massimo un incuriosito scuotimento di testa, piuttosto che un sonoro invito ad andare a quel paese. Piccolo dettaglio: fosse rimasto dietro di me, non avrebbe perso quasi nulla. Quando arrivo all’altezza dello spartitraffico verde, l’ho già risuperato di parecchio, é come se fosse rimasto dietro di me tutto il tempo.

Vale a dire che, quando si vuole prendere un’uscita, può valere la pena prepararsi per tempo, mettersi tranquillamente in prima corsia e aspettare che il flusso del traffico ci porti allo svincolo, piuttosto che insistere nel sorpasso fino all’ultimo momento utile. Alla resa dei conti, la differenza di tempo é di qualche secondo, a dire tanto, a fronte di un palese guadagno in termini di sicurezza.

Quello della Renautl non é l’unico esempio, e nemmeno il peggiore. Il conducente di questa Lupo direi che riesce a fare un pochino peggio. Anche in questo caso, appena comincia a sfilare sulla destra, siamo già di nuovo in pari. Di cosa aveva paura, di arrivare in ritardo e vedere la stazione di servizio involarsi senza aspettarlo?

Quando vedo manovre del genere mi chiedo che origine abbiano. Magari é una ripicca per uno sgarbo subito; qualche chilometro prima di quel viadotto c’é un lungo tratto in salita, nel quale, forse, la mia utilitaria ha inavvertitamente avuto l’ardire di superare la Volkswagen. Io non mi ricordo, ma si sa che chi le subisce, certe cose non le dimentica.
Oppure il conducente si é semplicemente distratto; nonostante i circa nove cartelli che annunciano a cadenza regolare la presenza dell’autogrill, ha calcolato male le distanze, ed é finito lungo dopo il sorpasso.
Oppure alla base c’é semplicemente una manifestazione di grande affetto familiare. Quello del conducente é il gesto di chi si é appena ricordato di una ricorrenza importante, e si é reso conto di non avere nulla di adatto all’occasione. Da qui, la necessità di fermarsi a fare acquisti, in modo da potersi presentare in bello stile.
Di fronte ad intenzioni così nobili, direi che non c’é più nulla da dire. Mi limito quindi ad una dedica musicale.

Rientrare secco e poi
Inchiodarmi proprio sul paraurti
ma dimmi un po’ cosa vuoi
che ci perdevi,
se dietro tu rimanevi?

c’é che me stavo a scorda’
che domani é il compleanno de mamma
quarcosa le devo piglia’
‘na bottiglia d’olio
un bel libro su Bergolio
non c’é di meglio
in questo buco dáutogrill

hai
fatto il matto per passare
ma perché ?
se poi devi rallentare
che senso ha
se un sorpasso dura manco un metro
che fretta c’era
non potevi star dov’eri
che fretta c’era
che sei finito dietro a me

(con tante scuse a Loretta Goggi)

SoG

Nel mezzo del cammin di nostra vita…

É difficile sbagliarsi su una autostrada a due corsie; una serve alla marcia normale, e l’altra al sorpasso. Quando le corsie diventano tre, la corsia aggiuntiva sembra disorientare parecchia gente. Alcuni, e non sembrano pochi, rifiutano quei tre metri di asfalto in più, li evitano come se fossero un regalo non meritato, li schivano come se temessero una qualche fregatura. Risultano quindi situazioni paradossali come quella del video qui sotto.

Mettiamo subito le cose in chiaro: non sto andando particolarmente forte. Ho il cruise control on, intorno ai 105 Km/h, anche perché il limite in quel tratto é di 110. Ma anche stessi facendo i duecento all’ora, quella striscia di auto sulla corsia centrale non ha alcun giustificazione. La strada sale parecchio, e la prima corsia é spesso occupata da TIR che arrancano a fatica, ma in questo caso la giustificazione non vale, di mezzi pesanti c’é solo quello che si vede all’entrata in galleria.
La formazione di questi trenini di occupanti abusivi della corsia di mezzo mi intriga e mi incuriosisce. É soltanto ignoranza del codice? É il conformismo del gregge, che trova sollazzo nel seguire la strada tracciata dal capofila? O forse é un meccanismo prudenziale portato alle estreme conseguenze, un ragionamento tipo: “Se sto in prima corsia, altri occuperanno quella centrale, e se arrivo dietro a un TIR che arranca nessuno mi farà spazio. Sarò quindi costretto a scalare marcia e aspettare secoli prima di poter fare il sorpasso. Quindi, meglio stare qui, al centro, pronti per un sorpasso che magari si renderà necessario tra sei chilometri.”

Qui sotto c’é un altro esempio ancora più assurdo.

É sera tardi, l’autostrada é deserta. Gli unici due veicoli all’orizzonte sono un camioncino e un’auto, l’uno incollato all’altra sulla corsia di centro. Presumo che i due conducenti si conoscano. Non mi spiego altrimenti come il tizio nell’auto possa sopportare di avere un camioncino praticamente seduto sul paraurti. A meno che la cosa non sia voluta. Per esempio, i due autisti potrebbero essere i protagonisti di una storia d’amore ostacolata dalle rispettive famiglie, una sitazione tragica che li costringe ad incontrarsi di straforo tra un casello e l’altro. Li immagino mentre si scambiano languidi sguardi dai retrovisori, incuranti della distanza di sicurezza o del fatto che sono nei piedi.

Sarebbe bello saperlo. Sarebbe bello trovarsi all’autogrill col conducente di uno di questi veicoli e chiedergli perché se ne stava in mezzo senza motivo. Sarebbe ancora più bello, ma qui sconfiniamo a livello di pie illusioni, se i mezzi dispiegati per il controllo della velocità dei veicoli potessero essere utilizzati anche per convincere gentilmente la gente a impegnare le corsie in maniera corretta. L’alta velocità rappresenta un rischio, chi va troppo forte mette gli altri in pericolo, guidare con prudenza eccetera eccetera, sono tutti argomenti puttosto condivisibili. Ma anche chi sta in mezzo alla strada rappresenta un pericolo; forse non visibile e ovvio come chi procede a cannone nell’ora di punta, ma comunque un pericolo. Un cantiere in prima corsia e un veicolo che occupa senza motivo il centro della carreggiata hanno lo stesso effetto sul traffico; entrambi rappresentano un restringimento, un ostacolo. Però il primo viene segnalato con cartelli e limiti decrescenti, mentre il secondo é di fatto ignorato e impunito. Avete mai visto una pattuglia della stradale fare una multa per questa infrazione, o anche soltanto invitare un veicolo a spostarsi a destra?

Prima di congedarmi, un piccolo omaggio ai protagonisti del secondo video, sulle note di Frank Sinatra:

stragglers in the night, we are holding traffic
slowing everyone, that’s so terrific
making it so hard, for people to get through

vehicles right behind, they’re almost crashing
drivers so pissed off their lights are flashing,
but I’ll tell you what, I don’t think I will move

Stragglers in the night, two plodding vehicles
we were stragglers in the night
up to the moment when we stuck to the fast lane, although a bit insane
slowly we just touched our bumpers, dropped a gear, fell into slumber
And ever since that night, we’ve been together
stragglers in the night, taking forever
to move to the right, we stragglers in the night.

SoG.

Uscita di Insicurezza

Entrare in autostrada non é sempre facile, specie se c’é traffico, oppure se le corsie di accelerazione sono troppo corte o in posizione infelice (come la terrificante entrata di Genova Aeroporto in direzione Voltri).
Al contrario, uscire dall’autostrada non dovrebbe presentare grossi problemi; basta spostarsi con congruo anticipo sulla corsia più a destra, mettere la freccia e imboccare la rampa. Eppure, c’é chi per distrazione, fretta o dolo riesce a complicare anche quella che sembra una manovra banale, rendendola interessante (leggi: potenzialmente poco simpatica) per chi é nei paraggi.

Cominciamo con i distratti, come il conducente della Golf in questo video.

Il comportamento sembra proprio quello di chi sta cercando l’uscita e se la ritrova davanti all’improvviso. Da notare anche l’asfalto nuovo di pacca, e la finitura del bordo strada, ancora approssimativa. Quello é un pezzo di autostrada rifatto da poco, ed é plausibile che possa disorientare chi non ci transita molto spesso. Il tuffo dalla corsia di centro non é un esempio da seguire, ma mi sembra chiaro che il conducente sta genuinamente cercando di non creare problemi.

Cosa che non si può dire di Mr. Mercedes e la sua R-Class, protagonisti del secondo video.

La frenata brusca in corsia centrale non é il massimo, ma é probabilmente giustificata dal comportamento di chi gli sta davanti. Lo spostamento verso destra é problematico, ma il peggio deve ancora arrivare. Una volta che il Mercedes é arrivato in prima corsia, ecco che in mezzo alla strada appare una Renault, che procede molto lenta e con la chiara intenzione di spostarsi a sua volta verso l’uscita.
Da parte di Mr. Benz, la cosa migliore da fare sarebbe rallentare e fare spazio per la Renault, permettendole di levarsi da una situazione pericolosa. Invece, il tizio (qualcosa mi dice che é un tizio) accelera e infila l’auto francese, che é quindi costretta a rallentare ulteriormente ed aspettare ancora prima che le si apra un varco. La manovra del Mercedes gli frutta una posizione in più nella fila di auto che sta uscendo, il che vuol dire raggiungere la coda al casello con un paio di secondi di anticipo. Ne valeva davvero la pena?

Le azioni di Mr. Mercedes sembrano dettate oltre dalla fretta ma anche da una certa dose di sorpresa; sembra quasi che il tizio (again, qualcosa mi dice che si tratta di un tizio) si ricordi che deve uscire proprio in quel punto solo dopo essersi trovato davanti una Renalt parcheggiata in mezzo alla strada. Al contrario, il conducente del Tiguan qui sotto non mi pare abbia alcuna scusa.

Il video comincia a circa 600 metri dall’uscita, e la prima parte é accelerata. Si vede chiaramente che per due volte il Tiguan mette la freccia a destra, e per due volte rinuncia. Forse perché, dopo aver rotto le scatole occupando la corsia centrale per alcuni chilometri, non ha trovato alcuna anima buona disposta a fargli spazio. La cosa però sembra non perturbarlo minimamente; lo vedete chiaramente continuare imperterrito nella corsia di mezzo, per poi buttarsi sull’uscita all’ultimo momento, tagliando tranquillamente la strada a chi era in prima corsia per poi avviarsi con tutta calma verso la barriera. Anche in questo caso, bastava mettersi a destra con un po’ di anticipo, aggiungendo forse una ventina di secondi al proprio tragitto ma evitando di rompere le scatole al prossimo.

Prima di chiudere, una piccola ode ad uno dei protagonisti; indovinate quale.

Arrivi deciso
davanti all’immoto e ti
accodi con
fare
trionfale, come
xifóforo di
lago inquinato.

SoG

Il reietto Fazzoletto

Con tante scuse a Elio e le Storie Tese

Il tema di quest’incivilta’
é stato bel lavato, strizzato e risciacquato di già
ma un suo risvolto vi stupirà
Di me che son reietto é il tema prediletto, il tema del fazzoletto.

Non sono come quei rifiuti che finiscon nel cestino
Io son fazzolettino e volo giù dal finestrino
Come un proietto

i mozzicono spenti, rimangono tra i denti
le vuote lattine, le tengono le manine
ma un basta un po’ di muco, ed ecco niente posto, ne’ manine ne’ sacchetto
o posacenere od un piccolo angolino nel cassetto,
per il fazzoletto.

Grandi zotici, zotici si allietano
scagliando carta dal finestrino del Peugeot.

Non dite che non vi era stato detto,
di quale brutta fine aspetta un fazzoletto.

Ma mettetevi nei panni di chi
il marciapiede pulisce
mi vede e non capisce
il perché di tanta inciviltà
poi scende in piazza e sciopera
e la colpa é anche un po’ tua
che non ti batti per un mondo migliore
dove lo zotico non debba gettare il suo BLEAH!

e poi in un’auto ci sta,
lo puoi posar sul sedile
anche se sei un incivile
tu mi dici perché, perche, percheeeeeé
Bello stropicciato dal finestrino l’hai buttato?

Sulla strada l’hai buttato che era bello incaccolato
sull’asfalto é rimbalzato tutto quanto accartocciato
proprio sulla gomme nuove mi si é poi appiccicato
ho perso l’aderenza e la macchina ha sbandato
ora hai visto cos’hai fatto, razza di maleducato
che ti credi molto furbo ma sei solo uno sfigato.

SoG

Da che parte andiamo?

Guardate il video qui sopra e rispondete di getto: da che parte andrà quella Peugeot?
É chiaramente una domanda trabocchetto, quindi la riposta giusta probabilmente non é quella che sembra ovvia. A meno che non sia il trabocchetto ad essere troppo ovvio, e quindi la risposta che sembra naturale potrebbe essere davvero quella giusta.
Confusi? Ok, ecco la risposta:

Bisogna ammettere che é davvero una discreta finta, il genere di manovra che in presenza di traffico potrebbe causare qualche piccolo problema a chi sta intorno. In questo caso per fortuna non c’é alcuna conseguenza, a parte forse un momento di lieve imbarazzo. Il tizio alla guida però ha da crucciarsi troppo, c’é gente che questo tipo di manovre le fa di proposito, e in situazioni ben più confuse (anche se nel video qui sotto il taglio del traffico é premeditato, e quindi da’ tempo agli altri veicoli di prepararsi).

Per la cronaca, la manovra é insensata, ma da queste parti é perfettamente legale.

SoG

Rotatoria? quale rotatoria?

Un dispetto nel traffico é di solito un atto volontario, una mossa deliberata per oltrepassare con margine più o meno ampio le regole della circolazione. Dal quasi innocente al più stronzo, i dispettosi di solito prima la pensano,e poi la fanno. Nel caso del video, penso che il meccanismo sia diverso, più preoccupante.

 

La donzella che mi passa davanti da la sensazione di non accorgersi nemmeno della presenza della rotatoria, per non parlare della mia. La Cinquecento non ha alcuna esitazione, mi transita davanti con la sicurezza di chi é convinto di essere solo. Il che é una impresa non da poco, direi. La rotatoria é molto grande, ben segnalata e decorata con una locomotiva a vapore, vera, piazzata nel centro.
Ora, la presenza di una locomotiva in mezzo alla strada dovebbe essere sufficiente a mettere chiunque sul chi vive, e concentrare la propria attenzione sulla strada. A meno che quella locomotiva non la si veda ogni giorno, così che dopo un po’ fumaiolo e stantuffi scompaiono nel paesaggio, e si finisce col passare di li’ senza fare molta attenzione, non solo alla locomotiva ma a tutto il resto.
Penso che questa sia la spiegazione più probabile per la manovra della Cinquecento. La ragazza al volante é semplicemente distratta, la testa altrove e il pilota automatico al comandi. E il pilota automatico é probabilmente abituato a dare un’occhiata veloce (troppo veloce?) ed entrare in rotatoria di slancio; cosa perfettamente lecita se non c’é nessuno, ma non in questo caso.
L’abitudine agevola la distrazione, ed é facile distrarsi specie lungo i tragitti che si fanno spesso. Come ci ricorda questo spot inglese sulla sicurezza stradale, il cui messaggio é rivolto prima di tutto ai motociclisti, ma é valido per qualsiasi utente della strada.

Prima di chiudere, permettetemi di dedicare alcuni versi all’ignota conducente.

Eccoti
pulzella, appari
ai
miei
fanali
joconda e
wonderful.

SOG