Let’s do it again!

Buonasera, ben ritrovati, e Buon Anno.

Oggi parliamo di cinema, e in particolare di remake.
Un remake è in pratica una nuova versione di qualcosa di già fatto, di solito riferito ad una opera cinematografica; in pratica, si tratta di una nuova versione di un film del passato. A dire il vero, sono stati fatti remake anche di film appena usciti, come nel caso di Vanilla Sky e Abre los Ojos ma sono casi rari (non che mi dispiaccia una scusa in più per vedere Penelope Cruz).
Alcuni remakes conservano solo la traccia dell’originale, preferendo svilupparla in maniera personale, mentre altri si limitano ad una copia pedissequa, al massimo aggiornata nei costumi e scenografie (come pare sia stato il caso della settima e quarta puntata della saga di Guerre Stellari; che poi sarebbe la prima che è uscita, ma ormai la numerazione dei film di Guerre Stellari è approdata alle frazioni ed ha perso ogni logica).

Tornando all’attualità, quello di oggi è un remake del secondo tipo; stessa ambientazione, stesso svolgimento. E stesso sbigottimento della prima volta nel constatare come alcune persone non hanno alcuna considerazione per gli altri utenti della strada, e se ne strafottono della possibilità di far del male a qualcuno (l’altra possibilità è che siano di una incompetenza abissale, nel qual caso il volante gli andrebbe comunque tolto al più presto).

Qui c’è l’originale, del quale avevamo parlato a suo tempo

E qui c’è il remake.

Si nota una fotografia decisamente migliore, ma l’azione si svolge in maniera praticamente identica, con l’unica differenza che stavolta per evitare l’impatto ho dovuto rallentare con più decisione. La legge sulla privacy mi impone di nascondere la targa dell’auto, così come la faccia della s***etta* che la guidava. Le recensioni le lascio ai lettori interessati.

Son Of Giamanassa.

*
Chiaramente volevo dire ‘sirenetta’; dopo tutto, stiamo parlando di film e remake, giusto?

Relax

Oggi partiamo con una domanda: guardate il video qui sotto, e ditemi cosa ci vedete.

Se la vostra risposta è stata una cosa tipo: “vedo uno che si immette alla di cane fregandosene dell’incolumità di chi arriva ed avrebbe la precedenza” non posso darvi tutti i torti. In effetti, la prima impressione è proprio quella (tra l’altro, non è la prima volta che in quel punto si verificano situazioni pericolose, come abbiamo già documentato in passato)

Io però, nel comportamento di questo conducente vedo qualcosa di diverso. Vedo una persona schiacciata dall’ingranaggio di una vita frenetica, una persona logorata dalla fretta, una persona che non esita a rischiare un incidente pur di non rimanere qualche istante di più fermo ad un incrocio. Insomma, una persona che va aiutata a respirare con calma, a prendere la vita ad un ritmo più pacato.

Ed è quello che ho fatto; l’ho aiutato a rilassarsi.

Osservate come cambia il ritmo dopo il mio sorpasso (e dopo che gli ho fatto ammirare le cuciture del dito medio del guanto da moto). Osservate con quanta cura passiamo affrontiamo i pericoli potenziali di una, due, tre (!) immissioni laterali. Guardate con quanta calma scorre la strada davanti a noi e dite la verità: non vi viene voglia di respirare più lentamente?

Ecco, per me questa è stata una esperienza positiva. Non solo perche’ ho evitato di infilarmi dentro un baule, ma perche’ il destino mi ha dato la possibilità di aiutare il prossimo, e rendere il mondo un posto migliore. A parte un maggior rispetto delle precedenze, non penso si possa volere di più.

Son Of Giamanassa.

PS
Ed ora per la parte seria: non fate come me, specie se siete in moto. Non andate a mettervi muso contro muso con uno che vi ha appena fatto uno sgarbo. Superare e poi rallentare di proposito un tizio che vi ha appena tagliato la strada è una mossa stupida in auto; in moto, è potenzialmente suicida. Il tizio in questione può essere alterato, arrabbiato, violento o tutte e tre le cose insieme (dopo tutto, ha appena ignorato uno STOP). Gli ci vuole nulla, in un momento di furore, a dare gas e passarvi sopra, o superarvi per poi bloccarvi la strada e scendere dall’auto con un coltello. C’è gente che per la soddisfazione di mandare a quel paese uno stronzo non è più tornata a casa; non ne vale la pena.

Giochi pericolosi

Avete presente quegli spettacoli in cui un moticiclista si lancia dentro un ‘tubo’ fatto di cerchi di metallo a cui é stato dato fuoco? Ora immaginate di dover fare la stessa cosa, e di poter scegliere in che modo equipaggiarvi, senza alcuna limitazione. Immagino che per prima cosa chiedereste la miglior tuta ignifuga disponibile sul mercato, guanti da fonderia e stivali a prova di bomba.

Oppure immaginate di dover affrontare delle rapide a bordo di un canotto; sono sicuro che tra i primi articoli che portereste con voi ci sarebbero sia un casco che un giubbotto di salvataggio.

Così come se qualcuno vi dicesse di scalare a mani nude una parete di roccia verticale, le prime cose alle quali pensereste sarebbero probabilmente chiodi, imbragatura e corde (a meno che il vostro nome non sia Alex Honnold, nel qual caso però vorrei sapere come siete finiti su questo blog 🙂 ).

Ok, direte voi, fin qui é tutto molto logico e ragionevole, ma cosa c’entra con la guida? Ci arriviamo in un secondo. Immaginate di dover attraversare un incrocio passando col rosso. Avete capito bene; il vostro compito é arrivare lanciati ad un incrocio, alcuni secondi dopo che é scattato il rosso, e proseguire come se nulla fosse. Che veicolo scegliereste per una impresa del genere?

La risposta sembra piuttosto ovvia: qualcosa di grosso e pesante. Se voi avete rosso, qualcun altro ha verde, e quindi la probabilità di una collisione é piuttosto elevata. E in caso di collisione, meglio appunto viaggiare su qualcosa di robusto, tipo uno Scania ultimo modello o un T-90. A meno che non vi puzzi la salute, nel qual caso potete anche usare uno scooter, come il tizio qui sotto.

Ci sono così tante domande alle quali andrebbe data una risposta. Tanto per cominciare, sarebbe bello sapere se il tizio non ha visto il rosso (nel qual caso non sa quello che fa e andrebbe tolto dalla circolazione), oppure lo ha visto ma ha deciso di ignorarlo (nel qual caso é un pericolo pubblico e andrebbe tolto …ma odio ripetermi).
Nel caso la sua sia stata una decisione deliberata, mi chiedo con quale logica ragiona uno che si lancia in mezzo ad un incrocio, a cavallo del mezzo più instabile e leggero che c’é, per di più quando la strada é ancora viscida di pioggia (lo scooter avrà anche l’ABS, ma anche con quello eseguire una schivata sul bagnato non é per nulla banale). A me pare l’equivalente di presentarsi ad un torneo di giostra medievale con una biro al posto della lancia ed un cartone da pizza come scudo. O, per dirla all’antica, é andarsi a cercare il male come i dottori.

Per sua fortuna, il nostro scooterista incontra sul suo cammino un automobilista lento il giusto e attento quanto basta. E a suo modo rende un servizio alla comunità, in quanto fornisce un esempio classico di un comportamento tanto pericoloso quanto diffuso: affidare ad altri la propria incolumità. Curiosamente, é una abitudine la cui frequenza é inversamente proporzionale alla capacità di potersela permettere. É raro, o almeno a me é capitato molto di rado, vedere un camionista prendersi delle libertà, e obbligare altri veicoli ad arrangiarsi; e dire che la mole del mezzo permetterebbe di farla franca a piacere. É invece facile imbattersi in motociclisti che si lanciano in situazioni rischiose, dalle quali escono soltanto perché al momento buono qualcun altro si fa da parte. Come si può intuire, é un gioco che può finire male il giorno in cui si incrocia un conducente un po’ meno lento e più distratto di quello che é passato col verde.

Per questi eroi, e per il loro sprezzo del pericolo, la dedica é ovvia

Voglio un incrocio, semaforato
di quegli incroci fatti, come una T
E a quell’incrocio, io me ne frego
e passo anche con il rosso, si
Voglio un incrocio, che non devo fermarmi
che il rosso non mi arriva mai
Di quegli incroci, che pigi il clacson e poi vai

E poi ci troveremo come star
Al pronto soccorso stile I Ar
O forse finiremo in mezzo ai guai
Al rosso non ci fermiamo mai
Qualcuno tira dritto
Qualcuno ci resta
E picchia con la testa
Nel cofano di un SUV.

SoG

A che pro?

Qualche giorno fa mi é capitato sott’occhio questo post del solito Paoblog. Di tutta la pagina, mi ha colpito il commento di Spugna, che si può riassumere in poche parole; a volte la gente si comporta in maniera arrogante per ottenere dei guadagni risibili.

In effetti, in coda alle casse come al casello dell’autostrada, colpisce come a fronte di comportamenti molto aggressivi ed irritanti, il vantaggio ottenuto sia davvero misero, se non insignificante. É un fatto del quale nel giro di due giorni il caso mi ha fornito una lampante dimostrazione pratica.

Ero nei pressi di un incrocio non regolato in zona urbana, quando mi sono trovato davanti questo:

Ci sono un paio di elementi importanti. Anzitutto, all’incrocio vige la precedenza a destra, come indica chiaramente il cartello stradale, dotato di lampeggiante, che si vede all’inizio del video. Inoltre, é da notare con cura la segnaletica orizzontale, specie la doppia spezzata continua / tratteggiata che separa la direttrice che scende dalla collina (cioé la mia) con quella che arriva da destra.

Il furgone marroncino é passato completamente sopra la riga continua, realizzando un contromano netto. A titolo di confronto, basta osservare la traiettoria dell’auto nera che impegna l’incrocio un paio di secondi prima; la differenza mi pare evidente.

La manovra del furgoncino non é semplicemente illegale, ma pure pericolosa; se non mi fossi fermato, la collisione sarebbe stata inevitabile, cosa che peraltro all’altro conducente penso avrebbe fatto fresco (se uno gira con un mezzo sgangherato, una ammaccatura in più o in meno cambia poco). Frenare di colpo per evitare la collisione con uno sconsiderato (leggasi: persona con poca considerazione, specie degli altri) é sempre da mettere in conto; però, ciò non toglie nulla al fatto che adottare comportamenti aggressivi e potenzialmente nocivi per gli altri, contando sul fatto che saranno loro a doversi arrangiare per evitare danni, é una manifestazione di arroganza e inciviltà davvero irritante (e ormai raramente punita dalle forze dell’ordine, quand’anche fossero presenti).

Fin qui le considerazioni evidenti. Ce n’é però una aggiuntiva che mi pare ancora più importante: perché? A che pro prendere un incrocio contromano a quel modo e rischiare una collisione?

Tornate un attimo al video, riguardate l’auto nera che passa prima di lui, e poi riguardate mister Furgoncino; in termini di tempo e traiettoria, tagliando la svolta cosa può aver guadagnato?
Cinque metri? Esageriamo, e diciamo che tagliando l’incrocio a quel modo ha risparmiato dieci metri di strada. Mi voglio rovinare: aggiungiamo che con quella manovra ha affrontato la salita con un po’ di slancio in più. Ad essere generosi, ma di molto, dall’incrocio alla cima della collina (dove c’é una curva secca che costringe comunque a rallentare e ripartire quasi da fermi) ha risparmiato cinque secondi. E uno rischia un incidente per guadagnare cinque secondi sulla via verso casa?

Facciamo un passo indietro: vi ricordate di questo?

Qualche chilometro più avanti del luogo del sorpasso c’é un paesino, e in mezzo al paesino c’é un senso unico alternato, regolato da semaforo. Quando sono arrivato al paesino, il semaforo era rosso. E quattro macchine più avanti di me c’era il BMW del video. Pensateci un attimo; il conducente di quel BMW ha sorpassato di furia in un punto cieco, correndo il rischio di fare seriamente del male a qualcuno, e come risultato…ci siamo ritrovati in coda allo stesso semaforo, a qualche cofano di distanza.

Non mi capacito. É difficile trovare una spiegazione razionale per l’evidente inanità di certe azioni. Il golfo che c’é tra la vistosità di certi comportamenti, come quelli esaminati qui sopra o rimarcati da Paoblog, e la povertà degli apparenti guadagni conseguiti é troppo ampio per poter essere compreso, almeno dal sottoscritto. Per trovare una spiegazione forse bisognerebbe rivolgersi ai protagonisti, gente come Mister BMW e il Signor Furgoncino, e chiedere loro: ma ne valeva davvero la pena?

Could you tell me why
you went over the white line
that part of the road
should be technically mine

why you turned
into my face
why did you
encroach my space?

What’s the gain for you?
a second maybe two
I would like
to know if you really think

it was worth it
to force me to make a stop
was it worth it?
a trip to the bodyshop

PS
Per qualche ragione, quello é un incrocio che sembra ispirare più manovre creative del normale:

SOG

Ti vedo, anche se non ti vedo

Qualche giorno fa leggevo un articolo del sempre interessante Paoblog; si discuteva di incroci con scarsa visibilità, e della condotta da adottare quando ci si trova ad impegnarne uno. Il rischio é quello di proporsi mentre sta arrivando un altro veicolo, magari a due ruote, e causargli dei problemi (se non peggio). Tra i consigli dati nel testo, uno in particolare mi ha colpito. É il tipo di consiglio pratico che mi pare denoti una conoscenza non banale dell’argomento:

In ore serali o di bassa visibilità …usare le fiancate delle auto parcheggiate, le vetrine ed il manto stradale, se umido, per cogliere il riflesso dei fari dei veicoli che arrivano

.

Un paio di giorni dopo mi trovavo in autostrada, in una sera molto umida; ad un certo punto, sono passato sotto un portale segnaletico che avvertiva della presenza di un veicolo in panne, ma senza specificare la distanza.

Come si vede nel video, quando sono arrivato era già stato messo in sicurezza. Quello che non si vede é che mi sono accorto della sua posizione ancora prima di vedere il mezzo di soccorso che lo proteggeva, anzi prima ancora di girare la curva. L’informazione cruciale mi é arrivata da quel lampo arancione che appare ad un certo punto; qui sotto, al rallentatore, si vede un pochino meglio.

Il bagliore, chiaramente, era il riflesso del segnale luminoso del mezzo di soccorso sulle goccioline di umidità. E qui il cerchio si chiude. Così come una pozzanghera illuminata può segnalare la presenza di un’auto che ancora non é visibile, così il riflesso di un lampeggiante può informarci sulla posizione di un veicolo in panne nascosto dietro una curva.
Nel suo articolo Paoblog invita ad usare l’ambiente circostante in maniera consapevole e pure un po’ creativa, perché si possono ottenere informazioni su un pericolo potenziale anche da fonti inaspettate. E dopo due giorni, mi sono trovato di fronte una applicazione pratica dei suoi consigli. Penso che non me lo scorderò tanto presto.

Per il consueto siparietto musicale, non mi pare ci siano candidati migliori di questo.

I’m driving in the rain
just cruising in the rain
There’s a broken down car
but who knows, where it is
The sky’s turning bright
an orangey flash
that’s an SOS van
and I’m ready to brake

SoG